RICERCA PER CASATO

Nobiltà Personale e Nobiltà Ereditaria: Il Dialogo tra Due Concezioni Storiche e Culturali

La nobiltà affonda le sue radici in un tempo in cui non era un titolo ereditario, ma un riconoscimento personale basato sul merito, il coraggio, e il servizio reso alla comunità o al sovrano. Nelle sue prime manifestazioni, la nobiltà non era legata al lignaggio, ma alla capacità dell’individuo di distinguersi per qualità straordinarie. Solo con il tempo, questo riconoscimento si è trasformato in un privilegio trasmesso per via ereditaria, dando vita al sistema nobiliare gerarchico che conosciamo attraverso la storia.


1. Le Origini della Nobiltà: Merito e Onore

In molte civiltà antiche, la nobiltà era inizialmente un titolo conferito a persone che si erano distinte per atti di valore, saggezza o leadership. Non vi era un sistema rigido di trasmissione ereditaria; piuttosto, il titolo poteva essere guadagnato e, in alcuni casi, revocato.

Esempi Storici

  • Mesopotamia e Antico Egitto: In queste civiltà, i governanti premiavano individui per il loro servizio alla società, spesso attraverso la concessione di terre o titoli onorifici. Questi titoli, però, non sempre passavano ai discendenti.
  • Grecia Antica: Nelle città-stato, l’aristocrazia (da aristos, i migliori) era composta da coloro che si erano dimostrati superiori nelle arti della guerra, della politica o della filosofia. La nobiltà era più legata al merito che al sangue.
  • Roma Antica: Nei primi secoli della Repubblica, la nobilitas si riferiva a una reputazione costruita attraverso il servizio pubblico e l’onore, non solo al ceto patrizio. I novi homines (uomini nuovi) potevano accedere al Senato grazie al loro talento e alle loro conquiste.

2. La Trasformazione della Nobiltà in Titolo Ereditario

Con il passare del tempo, la nobiltà iniziò a consolidarsi come classe sociale privilegiata, basata sulla trasmissione ereditaria del titolo. Questo processo fu particolarmente evidente in Europa durante l’Alto Medioevo, con l’affermarsi del sistema feudale.

Perché la Nobiltà divenne Ereditaria?

  • Stabilità del Potere: La trasmissione ereditaria dei titoli permetteva di mantenere il controllo sulle terre e le risorse, garantendo una continuità politica ed economica.
  • Alleanza con la Monarchia: I sovrani si appoggiavano ai nobili per amministrare i territori e fornire supporto militare, creando un rapporto di mutua dipendenza.
  • Cultura dell’Eredità: L’idea di “sangue nobile” divenne centrale, alimentata da narrazioni che attribuivano ai nobili qualità innate superiori rispetto agli altri.

3. Nobiltà Ereditaria: Una Costruzione Sociale

La nobiltà ereditaria dominò gran parte della storia europea e di altre culture. Tuttavia, questa forma di nobiltà ha sempre coesistito con l’idea che il merito personale fosse un criterio altrettanto, se non più, valido per distinguere un individuo.

Il Medioevo e il Feudalesimo

  • La nobiltà feudale si fondava sul possesso delle terre e sul servizio militare. I titoli di barone, conte o duca erano legati alla gestione di un territorio e alla protezione dei sudditi.
  • Sebbene ereditaria, la nobiltà del Medioevo riconosceva ancora un certo valore al merito personale: un cavaliere senza sangue blu poteva essere elevato al rango di nobile per i suoi successi sul campo di battaglia.

L’Età Moderna e il Declino del Merito

Con l’avvento delle monarchie assolute, la nobiltà ereditaria divenne sempre più simbolica, perdendo progressivamente la sua funzione originaria. Tuttavia, in alcuni casi, l’accesso alla nobiltà veniva concesso come riconoscimento personale a coloro che si distinguevano per meriti scientifici, artistici o militari (ad esempio, l’ammissione alla nobiltà di alcune famiglie borghesi durante il regno di Luigi XIV in Francia).


4. Nobiltà Personale: Un Ideale Senza Tempo

Parallelamente alla nobiltà ereditaria, la nobiltà personale è sempre stata esaltata come un valore universale. Questa forma di nobiltà non richiede titoli o privilegi, ma si basa sulle virtù morali, etiche e intellettuali di un individuo.

Antichità e Merito Individuale

  • I filosofi greci, come Aristotele, consideravano la virtù e la saggezza come le vere caratteristiche della nobiltà.
  • Nella tradizione romana, il concetto di virtus celebrava il coraggio, la giustizia e il servizio alla comunità come i tratti distintivi di un uomo nobile.

Cristianesimo e Nobiltà Spirituale

Con l’avvento del Cristianesimo, l’idea di nobiltà personale si arricchì di una dimensione spirituale. I santi e i martiri erano considerati i veri nobili agli occhi di Dio, indipendentemente dalla loro nascita. Questo ideale contribuì a sfidare la supremazia della nobiltà ereditaria in molte epoche.


5. Contrasti e Intersezioni tra le Due Nobiltà

Nonostante le loro differenze, la nobiltà personale e la nobiltà ereditaria hanno trovato momenti di convergenza:

  • Nobiltà Virtuosa: Alcuni nobili ereditiari cercarono di incarnare gli ideali della nobiltà personale per giustificare il loro status, promuovendo cultura, mecenatismo e buone opere.
  • Meritocrazia nella Nobiltà: In alcuni periodi, i sovrani concessero titoli nobiliari a persone meritevoli (ad esempio, artisti, scienziati o condottieri).

Esempi di Nobiltà Personale nella Storia e nella Società

La nobiltà personale è un concetto universale che si manifesta attraverso individui che, indipendentemente dal loro status sociale, hanno dimostrato virtù eccezionali. Di seguito, alcuni esempi di figure che incarnano questo ideale.


1. Nobiltà Personale nella Storia

Socrate (470-399 a.C.) – La Virtù come Scelta Consapevole

Filosofo greco che dedicò la sua vita alla ricerca della verità e al miglioramento morale delle persone. Anche quando condannato a morte ingiustamente, scelse di rispettare le leggi di Atene, dimostrando integrità e coerenza.

  • Nobiltà: Saggezza, coraggio morale, coerenza.

San Francesco d’Assisi (1181-1226) – La Ricchezza della Povertà

Figlio di un mercante benestante, rinunciò ai suoi beni materiali per abbracciare una vita di umiltà e servizio ai poveri. Fondò l’Ordine Francescano, diventando un simbolo di carità e amore per gli ultimi.

  • Nobiltà: Umiltà, compassione, altruismo.

Mahatma Gandhi (1869-1948) – La Forza della Nonviolenza

Leader del movimento di indipendenza indiano, Gandhi praticò e promosse la nonviolenza (ahimsa) come mezzo per combattere l’oppressione coloniale e l’ingiustizia sociale.

  • Nobiltà: Resilienza, giustizia, leadership etica.

Harriet Tubman (1822-1913) – La Libertà per Tutti

Schiava fuggitiva divenuta leader dell’Underground Railroad, aiutò centinaia di persone a sfuggire alla schiavitù negli Stati Uniti. La sua dedizione al prossimo la rese un esempio di coraggio e determinazione.

  • Nobiltà: Coraggio, dedizione, spirito di sacrificio.

2. Nobiltà Personale nella Cultura e nell’Arte

Leonardo da Vinci (1452-1519) – Genio Universale

Leonardo non proveniva da una famiglia nobile, ma il suo impegno nella conoscenza, nell’arte e nella scienza lo rese una delle menti più nobili della storia. Il suo incessante desiderio di imparare e innovare lo ha reso immortale.

  • Nobiltà: Curiosità, creatività, dedizione al sapere.

Florence Nightingale (1820-1910) – L’Angelo delle Corsie

Fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, dedicò la sua vita a migliorare le condizioni sanitarie dei pazienti, specialmente durante la Guerra di Crimea, salvando innumerevoli vite.

  • Nobiltà: Compassione, professionalità, spirito di servizio.

3. Nobiltà Personale nella Società Contemporanea

Malala Yousafzai (1997-) – Il Coraggio dell’Istruzione

Sopravvissuta a un attentato dei talebani per il suo impegno a favore dell’istruzione delle ragazze, Malala è diventata un simbolo globale di resilienza e difesa dei diritti umani. A soli 17 anni, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.

  • Nobiltà: Coraggio, determinazione, passione per la giustizia.

Nelson Mandela (1918-2013) – La Riconciliazione dopo la Prigionia

Dopo 27 anni di carcere, Mandela divenne il simbolo della lotta contro l’apartheid in Sudafrica, promuovendo la riconciliazione e la costruzione di una società democratica e inclusiva.

  • Nobiltà: Perdono, lungimiranza, leadership morale.

Greta Thunberg (2003-) – La Giovane Voce della Terra

Giovane attivista per il clima, Greta ha trasformato la sua passione per l’ambiente in un movimento globale. La sua determinazione e il suo impegno hanno ispirato milioni di persone a riflettere sulla sostenibilità.

  • Nobiltà: Dedizione, consapevolezza, coraggio civile.

4. Nobiltà Personale nei Gesti Quotidiani

La nobiltà personale non si esprime solo in figure storiche o celebri, ma si manifesta anche nei piccoli atti quotidiani che migliorano la vita degli altri.

  • Un insegnante che si dedica con passione a educare i propri studenti, aiutandoli a scoprire il loro potenziale.
  • Un volontario che dedica il suo tempo ad aiutare i senzatetto, dimostrando empatia e altruismo.
  • Un genitore che sacrifica i propri desideri per garantire un futuro migliore ai figli.
  • Un lavoratore onesto che svolge il proprio lavoro con integrità, anche senza ricevere riconoscimenti.

In fine possiamo affermare quanto segue;

La nobiltà personale è ovunque ci siano persone che scelgono di agire con integrità, compassione e coraggio. È un ideale che attraversa i confini del tempo e delle culture, ispirando chiunque a vivere in modo più significativo e altruista. La storia, così come la vita quotidiana, è piena di esempi che dimostrano che la vera grandezza non si eredita, ma si costruisce.

Casato di Giovine di Roccaromana

Arma:

Di azzurro, all’albero sradicato al naturale, sostenuto da due leoni controrampanti d’oro lampassati di rosso.

Stemma certificato con riconoscimento internazionale, concesso dal governo della comunità autonoma di Castiglia e Leon in Spagna in data 30/05/2024 . La certificazione è stata redatta da Don Alfonso de Ceballos-Escalera y Gila, Marchese de la Floresta, Cronista d’Armi per la stessa Castiglia e León. Stemma certificato dall’ufficio Araldico di Malta in data 12 settembre 2025, con registrazione presente nel Volume 2 – numero R70081/2025. Certificazione redatta dal Dott. Charles Gauci, attuale Re d’Armi di Malta.

Paolo di Giovine

Paolo di Giovine di Roccaromana, rappresentante della medesima casata,  rende noto i riconoscimenti ufficiali internazionali concessi alla casata di Giovine e il riconoscimento della stessa mediante un elenco ufficiale internazionale qui sotto riportato.

Il principe può vantare le massime onorificenze concesse alle case reali mondiali, atte nel creare reciproca stima e riconoscenza.

A destra il Principe Paolo di Giovine in compagnia con Don Alfonso de Ceballos-Escalera y Gila, Marchese de la Floresta

Riconoscimenti Cavallereschi

Il Principe Paolo, oltre al riconoscimento ricevuto dalla comunità locale, ha accumulato una serie impressionante di riconoscimenti internazionali, che testimoniano il suo impegno e la sua dedizione nel preservare e promuovere le tradizioni nobiliari. Tra i suoi titoli più prestigiosi, figurano:

– Ballestero de Hermandad presso la Noble Compania de Ballesteros Hijosdalgo de San Felipe y Santiago – Placca di Giustizia del Capitulo Noble di Fernando VI – Ufficiale del Royal Order of the Crown of Hawaii – Gran Croce di Giustizia dell’Ordine dell’Aquila di Georgia – Gran Croce presso la Real Ordem de Sao Miguel da Ala – Gran Collare dell’Ordine Civile della Corona Portoghese – Gran Cordone dell’Ordine Imperiale del Dragone di Annam – Gran Croce di Giustizia dell’Ordine Reale della Gru Crestata del Ruanda – Gran Croce di Giustizia dell’Ordine del Leone di Ruanda – Gran Croce dell’Ordine Ecclesiastico Diocesano di Sao Tomè Apostolo – Cavaliere Maestrante della Real Maestranza de Caballeria de Castilla – Gran Cordone dell’ Ordine Reale e Hashemita della Perla di Sulu – Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Egitto – Gran Cordone dell’Ordine di Ibrahim Pascha d’Egitto – Gran Croce dell’Ordine dei Compagni d’Onore della Casa Reale di Kupang – Gran Croce dell’Ordine Patriarcale di S. Ignazio di Antiochia – Gran Croce dell’Ordine del Leone di Godenu del Ghana – Colonello del The Honorable Order of Commonwealth Kentucky Colonels – Arkansas Traveler degli Stati Uniti d’America

Nel sociale  e per il sociale il Principe viene insignito delle seguenti onorificenze internazionale a dimostrazione di quanto profonda e intrinseca sia la nobiltà del casato ;

– ⁠PHF Rotary International

– ⁠Melvin Jones Fellow Lions International

 

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Pilla

 

 

Pilla

Etimologia

La “pilla” nell’antichità era un contenitore in terracotta o in cemento, usato per lo più per contenere l’acqua. Troviamo la ”pilla” anche nel mondo ecclesiastico, infatti essa veniva utilizzata per trasportare l’acqua santa.

La pilla in terracotta, veniva utilizzata per il trasporto dell’acqua

I pilla

La famiglia prende il nome dalla pilla, appartenenti ad una comunità oriunda già presente nel XVII secolo, con radici ben radicate in quella che ora possiamo definire la provincia pavese. Commercianti affermati comperarono innumerevoli terreni agricoli per coltivare le primizie e successivamente commerciarle, in primis nei paesi limitrofi, per passare a territori più lontani man mano cresceva la loro ricchezza. Un’ altro esempio di attività svolta da questa famiglia, era la costruzione di mattoni per l’edilizia del ‘epoca, e della famosa “pilla”, creata inizialmente con la terra cotta, per passare successivamente alle primordiali malte cementizie dell’epoca. Questo uno dei motivi per i quali troviamo radicata questa antica famiglia in zone adiacenti ai fiumi, per esempio nella bassa padana vicino al fiume Po’, dove la tipologia di terreno, per lo più argilloso, si adattava meglio alla realizzazione di questi manufatti. Pur in continua espansione, questa famiglia, si avvalse di punti strategici nel territorio lombardo piacentino, luoghi come detto prima adatti per la coltivazione e per la reperibilità dell’argilla necessaria per la costruzione della “pilla”. Le fonti storiche ci hanno permesso di evidenziare due zone in particolare dove operavano, i feudi di Gerrechiozzo, e San Protaso. Gerrechiozzo, è l’attuale Frazione Rotto di Cava Manara, in provincia di Pavia, luogo limitrofo al fiume Po,’ dove ancora noi possiamo trovare le primordiali cascine e terreni di questa antica famiglia, i quali sono ancora oggi di proprietà dei Pilla, immobili e terreni acquistati grazie al commercio delle primizie e alla costruzione della “pilla”, attività procrastinate nel tempo, come si evidenza nei documenti parrocchiali di Pilla Camillo classe 1818.

Arma o blasone dei Pilla

A testimonianza della grande importanza di questa famiglia, ancora oggi all’interno della chiesa di San Protaso, frazione di Fiorenzuola d’Arda (PC), nella parte destra adiacente alla navata centrale, in una piccola cappella addobbata in stile settecentesco, conservata scrupolosamente, come se il tempo si fosse fermato, possiamo ammirare lo stemma di famiglia, riprodotto in stucco dei “Conti Pilla”, sostenuto da San Mauro Abate, al quale venne anche dedicata una delle chiese più importanti di Pavia. Chiesa di San Protaso costruita dalla stessa famiglia Pilla.

Stemma conti Pilla

Stemma che troviamo riportato nell’importantissimo manoscritto “Le antiche famiglie di Piacenza e i loro stemmi”, conservato scrupolosamente nell’archivio storico di Piacenza, nella sezione stemmario titoli comitali tavola XV. I Pilla, vennero insigniti dal Duca di Piacenza Ranuccio Farnese II, con lettera patente del 1674con il titolo di “Nobili di Piacenza”, e successivamente con la concessione comitale al conte Vittorio Pilla nel 1669. Nel feudo di San Protaso troviamo ancora oggi i resti di quello che furono i possedimenti della famiglia Pilla, in particolare il castello Torrione, costruzione risalente al 1300, in possesso dei Pilla dal 1669 al 1700.

Blasone o arma dei conti Pilla scolpito in stucco, situato nella chiesa di San Protaso (PC)

Pilla e legami parentali

Esponenti dei Pilla, grazie alla loro forza e al loro potere trovarono legami matrimoniali importanti, unendosi altre sì con due famiglie importantissime di quel tempo, gli Alberti, e i Nicelli. Degli Alberti troviamo ancora oggi un piccolo borgo nelle montagne dell’oltre Po’ pavese, al confine con Piacenza, un luogo dove il tempo pare si sia fermato, ”CASA PILLA”, frazione di Romagnese (PV), dove gli abitanti storici del borgo sulle loro carte di identità portano l’antico e importante cognome “ALBERTI”.

Letteratura

In questa nobile antica famiglia troviamo riferimenti storici inerenti a “Donna Giovanna di Crollalanza” prozia del famoso scrittore Araldo di Crollalanza, fautore del dizionario araldico “IL Crollalanza”.

Don Pilla Giovanni di Vittorio. Protaso 1743

Particolare attenzione và proprio a costui, il quale viene menzionato nei registri parrocchiali di Gerrechiozzo, feudo sul quale governava la potente famiglia Beccaria, infatti questa famiglia, aveva possedimenti sia a Pavia che a Piacenza, sicuramente i grandi nobili Beccaria decisero di assegnare una porzione di questi terreni ad una famiglia di loro conoscenza e di massima fiducia, ecco perchè troviamo Pilla Giovanni Vittorio di Protaso, menzionato in questi scritti. Pilla Vittorio discendente della famiglia dei conti Pilla di Protaso, si stabili nel territorio di Cava, assieme ai suoi genitori.

Molti rami collaterali di questa famiglia, come ad esempio i conti Pilla Nicelli, si estinsero, ma verosimilmente possiamo affermare che un ramo collaterale giunge a noi tramite Pilla Giovanni Vittorio 1743 nella bassa pavese, nel comune di Cava Manara, un tempo Gerrechiozzo.

Fonti storiche

Archivio parrocchiale di Gerrechiozzo Cava Manara (PV)

Archivio parrocchiale di San Protaso Fiorenzuola d’Arda (PC)

Archivio stortico di Piacenza palazzo Farnese

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GAUCI

CASATO GAUCI

BLASONE PERSONALE DEL Dr. CHARLES GAUCI

Capo Araldo di Malta
Nel marzo 2019, l’Ufficio del Capo Araldo delle Armi di Malta è stato istituito
da Heritage Malta su raccomandazione del Primo Ministro e del Segretario di
Gabinetto presso l’Ufficio del Primo Ministro.
Il 25 giugno 2019, con avviso numero 729 nella Gazzetta del governo
maltese, il governo di Malta ha annunciato la nomina di un capo araldo
all’ufficio del capo araldo d’armi di Malta, con sede presso lo storico Forte
Sant’Elmo a La Valletta.
Il 21 gennaio 2022, i regolamenti di araldica e genealogia del 2021 sono stati
pubblicati dal governo di Malta in virtù di un avviso legale emesso a seguito
di un emendamento alla legge sul patrimonio culturale approvato
all’unanimità dal parlamento e che ha ricevuto l’assenso presidenziale il 20 luglio 2021
La carica di Chief Herald of Arms of Malta è attualmente ricoperta dal Dr. Charles
A. Gauci, che è stato originariamente nominato nel 2019 ed  riconfermato con
questa nomina il 31 gennaio 2022, dall’allora Ministro della Cultura, Dr. José
Herrera. È aiutato localmente da un certo numero di ufficiali d’armi, mentre all’estero, gli
interessi dell’Ufficio del Capo Araldo d’Armi di Malta sono rappresentati da
Special Officers of Arms Extraordinary. Lo Chevalier, professor Horatio Caesar
Roger Vella, consiglia il Dr. Gauci su questioni relative al latino e Paleografia.
Il Chief Herald of Arms of Malta ha il diritto, conferitogli dal parlamento maltese,
sia di concedere che di registrare armi. Può accettare petizioni per concessioni e
registrazioni da cittadini maltesi e stranieri.

ROLLO

CASATO ROLLO

Etimologia

Derivare da una variante etnica dei toponimi Rolo (Reggio Emilia), Rolla (Como) o Ròllo (Avellino).   Un’ulteriore ipotesi potrebbe derivare dal nome medievale Rollo forma contratta dell’originale Rudolf (“lupo glorioso”) o dal personale germanico Roland (“che ha fama, gloria nella sua terra”.)                                                                        Il cognome Rollo pur avendo ceppi nel ragusano, lo si trova nel napoletano ed a Roma, è soprattutto pugliese e della penisola salentina in particolare.

Stemma Baronile famiglia Rollo

Storia

Rollo de Noorman (circa. 846 – 933), successivamente battezzato come Robert, era uno Signore della guerra vichingo. Forse dovrebbe essere identificato con Hrolf Ganger (Vecchio norvegese per Hrolf de Wandelaar). Sarebbe stato così chiamato perché era un uomo alto e pesante e non era un cavallo abbastanza forte all’epoca per trasportarlo e così doveva sempre camminare. In ogni caso, Rollo è una versione latina o francese del nome Hrolf. Si dice che Rollo sia figlio di Rognvald Eysteinsson e Ragnhilda. Dopo la morte di suo padre, dovette fuggire Norvegia. È il primo della famiglia sul Isole Orcadi tirato, e poi alla famiglia sul Ebridi. Durante questo periodo è con uno sconosciuto celtico moglie sposata. Alla fine si è stabilito danese Inghilterra (Danelaw). Da lì ha guidato un tour di saccheggio congiunto dano-norvegese-inglese Frisia maggiore e lungo il corso inferiore del Reno. Nell’885 fu uno dei leader dei Vichinghi durante il assedio di Parigi. Dopo che l’assedio fu revocato, guidò un giro di saccheggi Borgogna. Nell’896 uccise il conte Berengario di Bayeux (Margravio di Neustria), che aveva respinto i precedenti attacchi vichinghi, e prese in moglie sua figlia Poppa.

Conte di Normandia

Nel 911 Rollo fu sconfitto durante un altro raid a Chartres. re Carlo il Semplice decise comunque di fare affari con Rollo e lo cedette con il Trattato del Saint-Clair-sur-Epte l’area intorno al Senna-bocca in feudo, con Rouen come la capitale. Rollo si assunse così l’obbligo di difendere il fiume (e quindi la città di Parigi) dagli altri vichinghi. Rollo fu battezzato, divorziò da Poppa e sposò Gisela, una figlia di Karel. La tradizione vuole che ci fosse un grosso problema di protocollo: per diventare un feudatario Rollo doveva inginocchiarsi davanti al re e baciargli il piede, ma si rifiutò di farlo. Come compromesso, uno dei suoi subordinati lo avrebbe fatto, ma non voleva nemmeno inginocchiarsi, ma si chinò, prese il piede del re e lo sollevò in modo che il re perdesse l’equilibrio e cadesse all’indietro. Rollo sposò nuovamente Poppa nel 919 dopo la morte di Gisela. Rollo ha mantenuto l’accordo per difendere la Senna dagli altri vichinghi. Ma ha continuato a fare la guerra lui stesso e fare incursioni per tutto il resto West Francia. Ha esteso il suo potere al fiume Vire ma col tempo portò la pace nella sua contea. Ciò ha permesso ai monasteri di Rouen di tornare ai loro monasteri, con le loro reliquie e oggetti di valore. Nel 923 Rollo intraprese un’altra incursione, insieme ai Vichinghi che aderirono al Loire aveva stabilito. re Rudolf, Herbert II di Vermandois e Hugo il Grande, ha cercato di sottometterlo, ma sono stati sconfitti da Rollo nel 924. Rudolf era stato costretto anche al vicino Rollo Bayeux e Caen prestare. Con quello ottenuto Normandia più o meno la sua forma attuale. Nel 925 Rollo fece un viaggio di conquista e saccheggio a Fiandre, Amiens e Noyon. Re Rodolfo e Arberto di Vermandois invasero quindi la Normandia, ma furono fermati da Rollo. Fu quindi affrontato da una rivolta nella regione intorno a Bayeux e da un contrattacco Arnolfo I delle Fiandre. Chi ha vinto Unione Europea e bruciò il forte con tutti quelli che vi erano dentro. Attraverso la mediazione di Ugo il Grande, fu fatta una pace per cui Rollo rinunciò a tutte le sue conquiste fiamminghe. Rollo era stato battezzato, ma rimase fedele alla sua vecchia fede per tutta la vita e vi allevò i suoi figli. La tradizione vuole che prima della sua morte fece uccidere 100 prigionieri cristiani in onore degli dei nordici e ne divise 100 libbre oro su un certo numero di chiese, apparentemente per garantire il doppio di una buona vita nell’aldilà. Rollo è sepolto nel Cattedrale di Rouen.

Matrimoni e figli

Rollo è stato sposato tre volte, dal suo primo matrimonio con una sconosciuta donna celtica ha ottenuto, Kadline e Niederga. Sposato intorno all’886 Poppa (870 circa – dopo il 919), con la figlia di Berengario di Bayeux, Rollo divorziò da lei nel 912 ma si risposarono nel 919, ed ebbero i seguenti figli;

William I di Normandia, succeduto a suo padre come conte di Normandia. Il suo discendente Guglielmo il Conquistatore conquistato in 1066 Inghilterra.

Gerloc (917 – dopo il 969), chiamata Adela dopo il suo battesimo, si sposò nel 935 Guglielmo III d’Aquitania.

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